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Biografia - Biography
Sono nato e vivo a Firenze.  Faccio fotografia da quando ero piccolo. Ho fatto parte del fotoclub “Il Prisma” di Scandicci. Ho preso parte a diverse edizioni del workshop internazionale di fotografia artistica infrarosso Paeseinphoto diretto da Frank Dituri. Ho esposto le mie opere in Italia e all’estero (USA, Russia).

I was born and live in Florence. I've been taking photographs since I was little. I was part of the Scandicci “Il Prisma” photo club. I took part in several editions of the international infrared art photography workshop Paeseinphoto directed by Frank Dituri. I have exhibited my works in Italy and abroad (USA, Russia).
La mia fotografia - My Photography
Ciò che conta in una fotografia non è il soggetto. Il soggetto e’ solo una “scusa” per esprimere il proprio messaggio, la propria visione, il proprio stile.  Quando si ha una macchina fotografica in mano e la puntiamo, la cosa importante non è quello che sta davanti, ma ciò che è dietro la macchina fotografica. Mi affascinano soprattutto i luoghi scuri, chiusi, silenziosi, attraversati da una lama di luce. La persona ritratta e’ in procinto di raggiungere la luce, ma e’ incapace di farlo.

What matters in a photograph is not the subject. The subject is just an "excuse" to express one's message, one's vision, one's style. When you have a camera in your hand and aim at it, the important thing is not what's in front, but what's behind the camera. I am particularly fascinated by the dark, closed, silent places, crossed by a blade of light. The person portrayed is about to reach the light, but is unable to do so.
Su di me - About me
Luca Cini fa fotografie in modo sfacciato. Il primo impatto delle sue sorprendenti immagini è uno spirito di spontaneità. Lo stile libero dell'artista e l'enfasi sull'istinto, piuttosto di scatti di cose specifiche (fotografia documentaristica) consente allo spettatore di "sentire" la realtà attraverso sensazioni visive e simboliche. Le sue fotografie sono più che semplici descrizioni degli eventi.
Le immagini di Luca sono piene di forme forti e colori audaci dove dominano il mistero e figure allegoriche sconosciute. Il suo uso del mosso e la "non" messa a fuoco aiutano a migliorare l'intensità complessiva delle sue fotografie. I soggetti scompaiono in lunghe ombre scure come creature simili a fantasmi, come ricordi dell'infanzia e dei sogni. Le sue fotografie funzionano non solo a livello conscio ma evocano anche sensazioni psicologiche.
Con una visione istintiva, senza pianificare attentamente ogni dettaglio della foto, l'artista può spesso trasmettere meglio i propri sentimenti emotivi ed estetici in qualcosa di più stimolante. Questa procedura creativa, piena di cosiddetti "incidenti", aiuta lo spettatore a sperimentare l'immagine a un livello più profondo. Questo modo di vedere è potente ed è più che il semplice scatto di una foto attraverso una fotocamera, il fotografo è in grado di alterare la fotografia altrimenti "diretta", in qualcosa che va oltre. Le foto di Luca sono piene di serendipità ma sempre serie e introspettive. È questa dualità che è un aspetto importante nel definire il suo lavoro.
Ci si potrebbe chiedere, qual è il ruolo del photoartista, interpretare la realtà o aiutarci a crescere tramite la visione? Io per primo sento che il fine ultimo dell'arte è quello di elevare lo spettatore ad un altro livello.
Come disse in maniera elegante Francis Bacon, "Il lavoro dell'artista è sempre quello di infittire il mistero."

Frank Dituri
Febbraio 2019, New York




Luca Cini makes photographs in an impudent manner. The first impact of his striking images is a spirit of spontaneity. The artist’s free style and emphasis on instinct rather then taking photographs of specific things (photo documentations) allows the viewer to “feel” the reality through visual and symbolic sensations. His photographs are more then just accurate accounts of events.
Luca’s images are full of strong shapes and bold colors where mystery and unknown allegorical figures dominate. His use of cerebral motion and “non” focus help enhance the overall intensity of his photographs.
Subjects disappear into long dark shadows like ghost-like creatures, like recollections from childhood and dreams. His photographs work not only on the conscious level but also evoke psychological sensations.
Seeing instinctually without carefully planning each detail of the photo, the artist can often better convey their emotional and aesthetical feelings into something more inspiring. This creative procedure, full of so-called accidents, aids the viewer to experience the image on a more profound level. This way of seeing is powerful and more then just taking a picture through a machine (camera), the photographer is able to alter the otherwise straight photograph into something beyond. Luca’s photos are full of serendipity but always serious and introspective. It is this duality that is an important aspect in defining his work.
One might ask, what is the role of the photo artist, to interpret reality or to aid us in feeling visually uplifting? I for one feel that the ultimate goal of art is to elevate the viewer to another level.
As Francis Bacon most elegantly stated, “The job of the artist is always to deepen the mystery.”

Frank Dituri
February 2019, New York
               
"Nel leggere i racconti di Luca Saracino e le foto di Luca Cini si rimane come col fiato sospeso, in attesa che qualcosa accada inavvertito nell’aria soffusa della sera, nel pesante manto della notte e in un’alba che arriva, mentre le forme riprendono forma, mentre i contorni riemergono dai contorni sfocati dei movimenti del tempo.
Immagini oniriche si intersecano con storie oniriche, la realtà del sogno che si fa reale nell’impressione del palpito vitale. Affiorano le cose, affiorano al mondo dalla profondità di un pozzo visionario e visivo, fra lampi di colore, spogliate dei loro contorni consueti per trasformarsi in altro dentro la realtà, una realtà consueta ma diversa, slavata, sospesa, trasfigurata, pronta all’attesa di un’epifania di luce e corpi.
La visione di Luca Cini, le sue immagini, sono bagliori di vita trattenuta, un impasto di colore che rinuncia alla definitività delle linee e delle forme, un impasto che crea e ricrea forme presenti alla solitudine dell’attesa. Lo stile di Luca Saracino è caratterizzato dall’uso di un io narrante che racconta in prima persona la propria storia in un misto di flash back, reminiscenze, autobiografismo e non sense. I periodi, brevi come lampi, si annodano e procedono in continue limature esistenziali per raggiungere un finale spesso apodittico e raso.
La sorpresa di una nuova Spoon River, con la sua lapidarietà suggellata dalle immagini quadrate icone di lontananza, una Spoon River dell’ordinarietà del vissuto, o forse, piuttosto, della straordinaria ordinarietà del vissuto."
Andrea Ulivi  (Edizioni della Meridiana) -
Prefazione a "SILENZIOSAMENTE".


"In reading Luca Saracino's stories and Luca Cini's photos, one remains as if in suspense, waiting for something to happen unnoticed in the suffused air of the evening, in the heavy mantle of the night and in a dawn that arrives, while the forms resume shape, while the contours emerge from the blurred contours of the movements of time.
Dreamlike images intersect with dreamlike stories, the reality of the dream that becomes real in the impression of the vital throb. Things come to the surface, appear in the world from the depth of a visionary and visual well, between flashes of color, stripped of their usual contours to transform themselves into something else inside reality, a usual but different reality, washed out, suspended, transfigured, ready to wait of an epiphany of light and bodies.
Luca Cini's vision, his images, are flashes of retained life, a mixture of color that renounces the fineness of lines and shapes, a mixture that creates and recreates forms present at the solitude of waiting. Luca Saracino's style is characterized by the use of a narrator who tells his own story in a mixture of flashbacks, reminiscences, autobiography and nonsense. The periods, short as flashes, become knotted and proceed in continuous existential filings to reach an often apodictic and satin finish.
The surprise of a new Spoon River, with its lapidarity sealed by the square images icons of distance, a Spoon River of the ordinariness of the lived, or perhaps, rather, of the extraordinary ordinariness of the lived."
Andrea Ulivi (Edizioni della Meridiana) - 
Preface to "SILENZIOSAMENTE".

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